La stazione ferroviaria di Civitanova Marche: un’infrastruttura strategica

L’Area Ceccotti a Civitanova Marche è un vuoto urbano di grande importanza strategica. Lo è per l’area urbana funzionale della città, per l’intera Provincia di Macerata e per gran parte della Provincia di Fermo. La sua importanza strategica consiste nel decisivo contributo che una sua corretta progettazione darebbe al rango della stazione ferroviaria di Civitanova Marche.

La stazione ferroviaria di Civitanova Marche ha un “bacino di utenza” superiore anche a quello di Ancona, e tutti i tipi di treni vi fermerebbero – anche i Freccia Rossa – se la sua accessibilità fosse migliorata. E il problema dell’accessibilità alla stazione ferroviaria può essere risolto dando una corretta interpretazione progettuale del vuoto urbano dell’Area Ceccotti.

Se ci si collega al sito delle Ferrovie dello Stato, il ruolo che la mobilità ferroviaria avrà nel futuro dell’Italia è chiaro e da considerare irreversibile. La riduzione dei tempi di spostamento, dei rischi e dell’impatto ambientale che la mobilità ferroviaria permette rispetto ad altre forme di mobilità sono un dato acquisito. Ugualmente acquisito è il fatto che la qualità del viaggiare in treno è oramai elevata e si integra perfettamente con le pratiche che si associano alla disponibilità di accedere alla rete (internet) e alla possibilità di utilizzare nuovi strumenti di comunicazione, scrittura, lettura.

Che un territorio con una base economica così importante ed estesa debba accedere ai grandi e medi poli urbani italiani attraverso il nodo ferroviario di Ancona, da raggiungere con treni regionali, è un ostacolo allo sviluppo economico. Non è coerente con i processi di innovazione sociale che in questo territorio si stanno comunque manifestando.

Oltre a una corretta interpretazione progettuale dell’Area Ceccotti, un moderno uso della tratta ferroviaria Civitanova Marche-Fabriano rafforzerebbe in misura determinante il rango della stazione di Civitanova Marche. Aggiornare i modi di utilizzazione di questa tratta è molto semplice e avrebbe effetti grandemente positivi.

Tra il 2007 e il 2008 – a seguito di alcuni studi che ho coordinato – su questo tema si era aperta una discussione pubblica molto intensa. La si dovrebbe riprendere oggi, perché ci sono ragioni ancora più forti che in passato per assegnare una funzione territoriale alla stazione di Civitanova Marche.

In Italia, la rete dell’Alta Velocità, in rapida espansione, sta profondamente modificando la geografia economica del Paese, e ad essa i territori si devono connettere. Il vincolo della sostenibilità ambientale è universalmente accettato e il contributo fornito dalla mobilità ferroviaria è decisivo. La linea ferroviaria Civitanova Marche-Fabriano, anche come conseguenza di un recente ammodernamento – per quanto ancora limitato –, si sta consolidando e il suo rafforzamento – certamente, non la sua soppressione – è in agenda.

Infine, ci sono ragioni istituzionali per riprendere la discussione su questo tema: l’approvazione della legge n. 56/2014 offre nuovi e semplificati strumenti di cooperazione territoriale, facilitando la convergenza politica su progetti strategici intercomunali.

La stazione ferroviaria di Civitanova Marche è un capitale territoriale di importanza strategica per le province di Macerata e Fermo. Oggi ci sono tutte le condizioni necessarie per superare la sua sotto-utilizzazione. Attraverso un insieme piccoli interventi parziali (e incrementali) di carattere fisico e sociale, in pochi anni questa stazione potrebbe diventare importante quanto quella di Ancona, contribuendo alla modernizzazione dell’intera Regione.

 

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