Categoria: Un treno urbano

Stazioni [I]: Montecosaro Scalo

Per sfruttare le elevate potenzialità della linea ferroviaria Civitanova Marche-Fabriano è necessaria una strategia intercomunale. In attesa che questa strategia prenda forma, ci si sono però molte azioni che attori pubblici e collettivi locali potrebbero intraprendere per sfruttare meglio la linea così com’è ora (e con l’attuale frequenza del servizio) rispetto alle esigenze del loro territorio di riferimento. Tra queste azioni, la riqualificazione funzionale della Stazione ferroviaria di Montecosaro Scalo è una delle più interessanti.

 

L’espansione territoriale di Montecosaro Scalo degli ultimi decenni, che è stata molto intensa, ha fatto sì che Stazione ferroviaria fosse inglobata nel tessuto urbano che si è consolidato. Oggi è spazialmente prossima a gran parte dei luoghi della residenza e molto vicina ai suoi “punti focali” del sistema insediativo. In termine di distanza, la stazione ferroviaria è facilmente accessibile a piedi e in bicicletta da un numero elevato di residenti. L’organizzazione territoriale attuale rende però scarsamente accessibile la Stazione e scoraggia l’uso del servizio che offre.

In attesa della definizione di una strategia per l’intera linea ferroviaria Civitanova Marche-Fabriano e prima di progettare impegnativi interventi di riqualificazione dell’area, si potrebbe iniziare in via sperimentale ad attuare azioni che modificano le regole d’uso degli spazi pubblici (marciapiedi, strade), che correggono alcuni dettagli infrastrutturali e che aumentano la conoscenza delle caratteristiche del servizio ferroviario già ora disponibile.

Un servizio ferroviario che collega il sistema insediativo di Montecosaro Scalo al centro di Civitanova Marche in 6/7 minuti (e al centro di Macerata in 23 minuti) è un fattore di qualità urbana che non dovrebbe essere lasciato inutilizzato. Permetterebbe di aumentare in misura importante la mobilità di giovani e anziani e di chi non ha la disponibilità dell’auto, aprendo nuove possibilità di interazione e di svolgimento attività ricreative a una quota elevata della popolazione. Ridurrebbe il carattere periferico di Montecosaro Scalo, integrando il sistema insediativo con il resto dell’area urbana funzionale di cui fa parte. E in particolare con il centro di Civitanova Marche, oggi il più importante punto focale delle Marche per le attività di socializzazione.

Le azioni sperimentali che si potrebbero attuare dovrebbero aumentare l’accessibilità pedonale e l’accessibilità ciclabile alla Stazione, accrescere la percezione di sicurezza di chi la frequenta e migliorare lo scambio intermodale (bicicletta-treno, auto-treno). Si potrebbe poi esplorare la possibilità di collegamenti con mezzi pubblici in orari in cui l’uso del servizio ferroviario potrebbe essere potenzialmente più intenso.

Il miglioramento dell’accessibilità alla Stazione condurrebbe di fatto a una riqualificazione della mobilità sostenibile (ciclabile e pedonale) in gran parte del sistema insediativo di Montecosaro Scalo, che presenta oggi delle evidenti criticità. Aprirebbe la strada a un grande miglioramento della qualità urbana di questo territorio.

La stazione ferroviaria di Civitanova Marche: un’infrastruttura strategica

L’Area Ceccotti a Civitanova Marche è un vuoto urbano di grande importanza strategica. Lo è per l’area urbana funzionale della città, per l’intera Provincia di Macerata e per gran parte della Provincia di Fermo. La sua importanza strategica consiste nel decisivo contributo che una sua corretta progettazione darebbe al rango della stazione ferroviaria di Civitanova Marche.

La stazione ferroviaria di Civitanova Marche ha un “bacino di utenza” superiore anche a quello di Ancona, e tutti i tipi di treni vi fermerebbero – anche i Freccia Rossa – se la sua accessibilità fosse migliorata. E il problema dell’accessibilità alla stazione ferroviaria può essere risolto dando una corretta interpretazione progettuale del vuoto urbano dell’Area Ceccotti.

Se ci si collega al sito delle Ferrovie dello Stato, il ruolo che la mobilità ferroviaria avrà nel futuro dell’Italia è chiaro e da considerare irreversibile. La riduzione dei tempi di spostamento, dei rischi e dell’impatto ambientale che la mobilità ferroviaria permette rispetto ad altre forme di mobilità sono un dato acquisito. Ugualmente acquisito è il fatto che la qualità del viaggiare in treno è oramai elevata e si integra perfettamente con le pratiche che si associano alla disponibilità di accedere alla rete (internet) e alla possibilità di utilizzare nuovi strumenti di comunicazione, scrittura, lettura.

Che un territorio con una base economica così importante ed estesa debba accedere ai grandi e medi poli urbani italiani attraverso il nodo ferroviario di Ancona, da raggiungere con treni regionali, è un ostacolo allo sviluppo economico. Non è coerente con i processi di innovazione sociale che in questo territorio si stanno comunque manifestando.

Oltre a una corretta interpretazione progettuale dell’Area Ceccotti, un moderno uso della tratta ferroviaria Civitanova Marche-Fabriano rafforzerebbe in misura determinante il rango della stazione di Civitanova Marche. Aggiornare i modi di utilizzazione di questa tratta è molto semplice e avrebbe effetti grandemente positivi.

Tra il 2007 e il 2008 – a seguito di alcuni studi che ho coordinato – su questo tema si era aperta una discussione pubblica molto intensa. La si dovrebbe riprendere oggi, perché ci sono ragioni ancora più forti che in passato per assegnare una funzione territoriale alla stazione di Civitanova Marche.

In Italia, la rete dell’Alta Velocità, in rapida espansione, sta profondamente modificando la geografia economica del Paese, e ad essa i territori si devono connettere. Il vincolo della sostenibilità ambientale è universalmente accettato e il contributo fornito dalla mobilità ferroviaria è decisivo. La linea ferroviaria Civitanova Marche-Fabriano, anche come conseguenza di un recente ammodernamento – per quanto ancora limitato –, si sta consolidando e il suo rafforzamento – certamente, non la sua soppressione – è in agenda.

Infine, ci sono ragioni istituzionali per riprendere la discussione su questo tema: l’approvazione della legge n. 56/2014 offre nuovi e semplificati strumenti di cooperazione territoriale, facilitando la convergenza politica su progetti strategici intercomunali.

La stazione ferroviaria di Civitanova Marche è un capitale territoriale di importanza strategica per le province di Macerata e Fermo. Oggi ci sono tutte le condizioni necessarie per superare la sua sotto-utilizzazione. Attraverso un insieme piccoli interventi parziali (e incrementali) di carattere fisico e sociale, in pochi anni questa stazione potrebbe diventare importante quanto quella di Ancona, contribuendo alla modernizzazione dell’intera Regione.