Questa ricerca – che ho condotto presso l’Accademia di architettura di Mendrisio con tre giovani architetti: Carlottavio Basellini, Alberto De Lorenzo e Stefano Zoli – è nata da un progetto didattico: insegnare a riflettere sulla relazioni città e territorio e sui paradigmi di regolazione dell’espansione della città fisica nelle fasi di intensa urbanizzazione. Il materiale didattico si è trasformato in un libro.

Negli anni Sessanta Giancarlo De Carlo proponeva un “piano intercomunale milanese” come strumento per dare una forma – una morfologia efficiente – alla conurbazione di Milano che stava nascendo per coalescenza territoriale. Era alla ricerca di una metodologia di analisi per leggere e progettare come parti di uno stesso sistema le espansioni edilizie che tra città e territorio si stavano moltiplicando, esito del più intenso processo di crescita economica mai verificatosi nella storia italiana. Era la stessa metodologia che più recentemente Vittorio Gregotti ha indicato come necessaria premessa al disegno e ri-disegno della postmetropoli, una categoria introdotta per interpretare l’integrazione tra città e territorio avvenuta come esito dell’urbanizzazione. La stessa metodologia, lo stesso cambiamento di paradigma, che Bernardo Secchi ha suggerito come indispensabile per opporsi alla dissoluzione della città che realizzata attraverso la dissoluzione della sua forma, per sapere riconoscere la città in nuce nelle frammentate morfologie della città contemporanea per poi esprimere un progetto urbano che fosse in grado di declinarla.

Per imparare a interpretare gli elementi che compongono le frammentate morfologie della postmetropoli come parti di una stessa città – per vincere la sfida che la città contemporanea pone al progetto urbano – si deve imparare a riconoscere le società locali, le loro traiettorie evolutive, il loro scomporsi e ricomporsi nello spazio. Quando nel 1920 Berlino si trasforma in “Grande Berlino” incorporando il suo hinterland, il primo passo è stato riconoscere l’esistenza di una comunità locale transcomunale, formatasi per auto-organizzazione nei decenni precedenti mentre la città e il suo hinterland si industrializzavano e si manifestava un intenso processo di urbanizzazione. Dall’interpretazione della co-evoluzione tra città sociale e città fisica nasce il progetto urbano che trasforma il frammento in parte di un sistema, generando forme urbane politicamente ed ecologicamente razionali. Le analisi condotte in questo libro si propongono come esercizi per imparare a interpretare e declinare nella sfera del progetto urbano la complessità della città contemporanea, della sua traiettoria evolutiva e della sua relazione con il territorio.